Bambini vivaci

Viva i bambini Viva(ci)

Cosa vi fa sospettare che vi sia qualcosa di strano e anormale nel comportamento del vostro bambino?
Che strategie avete "inventato" in famiglia per sopravvivere alla sua irruenza?
Avete dei problemi con gli insegnanti o si è creato un clima di collaborazione?
Che cosa chiedete al mondo della scuola?

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Paola Limone Commento da Paola Limone su 4 Giugno 2008 a 8:19
Facci sapere Miriam!
Miriam Commento da Miriam su 4 Giugno 2008 a 4:54
Scusate, donatella e Paola, ci ho messo un po' a capire come rintracciare il mio post. Non sono proprio pratica di blog! Sto aspettando il responso della psicologa della scuola che ha fatto a Jessica diversi test. Il quattro giugno parlerà direttamente con la bambina e mi farà sapere. Poi, purtroppo, dovò decidere...
donatella lazzarini Commento da donatella lazzarini su 30 Maggio 2008 a 21:12
ciao Miriam, noi ci conosciamo già virtualmente, anche se mi rammarico di nn aver compreso la consistenza del tuo problema.
le parole di Paola sono state chiare: nn devi aver paura di affrontare un percorso di indagine anche se i termini "neuropsichiatra" o "psicoterpeuta" possono spaventare! sono persone come le altre.
nn aver paura del ritalin, te l'ha già detto Paola: nessuno può obbligarti a somministrarlo a tua figlia.
se fosse il caso, la tua sarebbe cmq una scelta da fare dopo aver ponderato bene la situazione e poi nn avere paura, in Piemonte sono molto cauti sia nel fare le diagnosi che nel prescrivere i farmaci, a volte si va avanti anni con la sola terapia psico cognitiva e comportamentale, il farmaco è l'ultima spiaggia.
adesso pensa a rimettere in sesto la tua autostima e vedrai che le cose ti appariranno più accessibili e risolvibili.
ciao...fatti sentire.
Paola Limone Commento da Paola Limone su 30 Maggio 2008 a 19:23
Miriam, molte delle tue paure ti stanno davvero impedendo di fare qualcosa per te e la tua bambina.
Non so come ma devi trovare in te la forza di affrontarle e di andare da uno specialista. Lascia perdere la paura del ritalin, nessuno può obbligarti a dare a tua figlia farmaci.
Il tuo è un problema comune a molte donne e madri: vogliamo essere efficienti, fare tutto e farlo bene e finiamo col combinare casini, stressandoci, diventando isteriche o cadendo in depressione quando ci accorgiamo di non farcela.
I bambini ci osservano, e anche se con le parole vogliamo dare messaggi rassicuranti il linguaggio del nostro corpo è un altro.
In ogni caso non sai con certezza a cosa sono dovuti i problemi di tua figlia finchè non parli con un medico competente o con un neuropsichiatra, quindi non incolpare te stessa. Non dire "mio marito mi tollera", sei tu che a fatica tolleri te stessa. Lui dice di amarti, quindi fallo anche per lui, fatelo per voi.
Qui puoi trovare persone che "da lontano" ti accompagneranno, ma tu hai bisogno di avere qualcuno che ti aiuti non solo nel mondo virtuale.
Paola Limone Commento da Paola Limone su 30 Maggio 2008 a 19:03
Incollo qui sotto un messaggio di Miriam, che ha scritto nella mia pagina.
"Alle 7:14pm di May 30th, 2008, Miriam ha detto...
Scusa, non so se scrivo nel posto giusto, non sono abituata ai blog. avete ragione, dovrei andare dallo specialista perchè da anni mi chiedo se io e Jessica siamo pigre e indolenti, ma più mi sforzo di essere efficiente più sono stressata, insoddisfatat e comunque inadeguata. Spesso ho pensato alle alternative di vita che avevo, tipo: se avessi deciso di vivere da sola anzichè metter su famiglia, se mio marito avesse perso il lavoro eccc... Sempre ho pensato che per me sarebbe impossibile perché non riesco a gestire un carico di lavoro che per altri non è pesante. così ho concluso che non sono adatat a nessun tipo di lavoro e che per la verità sono inadatta alla vita. I motivi sono quelli ben spiegati nel sito aidai sulladhd degli adulti e nel dsm IV.
Vi potrei sembrare depressa, ma non lo sono, anche se in passato ho avuto problemi pesanti di autostima (sotto i piedi se non più giù) dai quali sono uscita grazie alla chiesa che frequento e grazie a degli ottimi amici. Inoltre non sono depressa perché finora mil marito mi ha tollerato così come sono e sembra che mi ami. Ma se si stufera?
il problema amiche mio è che ero decisissima ad andare dal neuropsichiatra per me e jessica, ma oi, quando arriva il momento di chiamare mi blocco. Ho tgroppa paura del ritalin e poi il bellissimo video di Bruno Bozzetto mi ha fermata. In quel pallino colorato c'è l'essenza di Jessica e nel filmato tutti i dubbi che mi accompagnano da 9 mesi (buffo eh? Una gestazione...) espressi con incredibile semplicità ed eloquenza. In poche3 parole... Non so che fare. ho l'impressione che se vado dallo specialista potrei commettere un grave errore e se non ci vado potrei commetterne uno altrettanto grave! Questo purtroppo è un dilemma che mi accompagna in ogni decisione che io abbia mai preso. ed è quest la cosa che mi abbatte. Non sono mai sicura di una cosa di cui magari ero certa 5 minuti prima. Come posso crescere bene mia figlia se sono cosi? Eppure, anche se ne sono consapevole non riesco a cambiare, il dubbio mi attanaglia e non mi lascia mai.... " Miriam
donatella lazzarini Commento da donatella lazzarini su 29 Maggio 2008 a 7:08
si può fare a 3 anni, anche prima, una diagnosi di ipercinesia (conosco almeno due bambini che hanno avuto questa diagnosi in età precoce), nn si può naturalmente fare una diagnosi di adhd.

"L'ipercinesia fa parte dei disturbi semplici del comportamento. Con tale definizione vengono indicate delle condotte in gran parte dipendenti dai processi di socializzazione e dai comportamenti, che non costituiscono un gruppo patologico particolare. Tali sintomi mettono in allarme la famiglia, ma il loro significato è da rapportarsi al momento maturativo del bambino. Di fronte alla loro comparsa è importante considerare con attenzione non solo le linee evolutive del bambino ma anche l'ambiente sociale da cui possono trarre origine ed è molto importante osservare se sono parte di un momento "maturativo" delimitato nel tempo o se diventano stabili.

L'ipercinesia è un quadro clinico caratterizzato da un comportamento motorio quantitativamente eccessivo e da una instabilità dell'attenzione. Un bambino di tre anni ha una capacità attentiva piuttosto labile ed in tale momento della vita la sua motricità è esplosiva alla ricerca di nuove esperienze, il livello dell'attività motoria dipende poi anche da altre variabili quali il carattere e la situazione ambientale (scuola materna, famiglia, rapporti di socializzazione con altri bambini o adulti). L'iperattività o ipercinesia è una risposta del bambino al suo ambiente ed alle relazioni che egli instaura con se stesso: il bambino è in continuo movimento, tocca tutto, non riesce a stare seduto, le sue attività si susseguono una all'altra rimanendo incompiute e non finalizzate.

E' importante indagare in quali situazioni particolari mostra questo comportamento: se a scuola materna o in ambiente familiare o in entrambi. L'evoluzione ed il prolungarsi nel tempo dell'ipercinesia sono i fattori che devono indurre a ritenere che non si tratti solo di un momento particolare della fase maturativa infantile, ma magari di un disturbo comportamentale che richiede una terapia con tecniche "dolci" quali le sedute di psicomotricità."

http://www.mammaepapa.it/famiglia/pag.asp?nfile=pr_iperc
Eleonora Commento da Eleonora su 28 Maggio 2008 a 22:12
Ciao Annalisa,
l'idea qui e' proprio di trovare uno spazio neutro di confronto fra i genitori e le maestre, perché secondo me uno dei grandi problemi nel gestire situazioni come queste, di cui i bambini sono comunque e sempre le prime vittime, è proprio che viene a mancare un po' il dialogo. Il genitore si sente in qualche modo giudicato dagli insegnanti e dal canto loro gli insegnanti, non sempre sanno usare gli approcci giusti con le famiglie e tutti quanti in fondo, siamo esseri umani, con qualita' e difetti.
La questione che mi pongo e' questa: davvero a 3 anni si puo' gia' fare una diagnosi di "iperattivita'"?
Paola Limone Commento da Paola Limone su 28 Maggio 2008 a 18:21
Ciao Annalisa, grazie per il tuo sfogo, dal quale traspare tutta la sofferenza, la rabbia ed il tuo sentirti sola.
Se il tuo bambino è già seguito da una dottoressa come dici, la scelta di non etichettarlo visti i progressi è a mio parere saggia.
Noi non ci occupiamo, perchè non ne abbiamo le competenze, del lato medico, ma come insegnante mi sento molto amareggiata per la reazione di rifiuto degli insegnanti. Il compito di creare un ambiente sereno e di non fomentare i genitori degli altri bambini è molto importante ed evidentemente questi insegnanti non sono stati in grado di assolverlo.
Ipotizzo che anche loro si siano sentiti soli con un problema difficile da risolvere, ma all'interno della scuola si devono trovare le forze e le alleanze per il benessere di tutti i bambini.
Non credo davvero che sia una soluzione quella di trasferire il tuo bambino in una scuola privata, nella scuola pubblica si possono trovare ottimi insegnanti.
Hai avuto un colloquio con il dirigente scolastico, raccontandole delle tue paure e delle tue difficoltà?
Potrebbe aiutarti a trovare una soluzione, potrebbe organizzare degli incontri con gli insegnanti e con i medici...
Non ci sono bambini cattivi, ci sono bambini che non si sentono capiti ed apprezzati e si caricano di rabbia.
Sul sito dell'Aifa, alla pagina http://www.aifa.it/genitori.htmc sono tante informazioni interessanti per voi genitori, prova a dare un'occhiata.
Da parte mia un abbraccio a te e al tuo bambino vivace.
annalisa81 Commento da annalisa81 su 28 Maggio 2008 a 16:04
sicuramente da una iagnosi che gli abbiamo fatto è un bambino di 3 anni e gia' da 1 anno frequenta un centro facendo psicomotricita', mah la situazione nostra è molto critica e pesante vivendo con i genitori di mio marito,davano a mio figlio tutto ed io ero sempre in contrasto ,per mio figlio io sono la mamma"cattiva" i nonni sono "buoni" ,ma sono riuscita comunque ha capire che qualcosa in lui non andava bene ,non parlava ma indicava cio' che voleva dai nonni ,ma non da me ho sempre cercato di farlo parlare ,la scuola le maestre non mi hanno mai aiutata anche se fin dall'inizio gli ho spiegato il perche' lui si comportasse cosi' ed anche sgridandolo non ottenevo niente, ed ogni giorno che passava erano solo lamentele da parte delle maestre perche' mio figlio alza le mani ,le spinge ed io non so' piu' che fare ,oggi mi hanno detto chiaro e tondo che vogliono assoluamente vedere la diagnosi di mio figlio, perche' non credono che il bambino non è iperattivo,le mamme si lamentano con la maestra e quindi mio figlio non potro' piu' mandarlo a scuola ,me lo hanno sempre trattato come" il diverso "in tutti i sensi lo studiano anche i discorsi degli amici di classe ,si vede che non sono parole loro e questo mi da' una grande amarezza ,vedo che non vogliono aiutarmi come mamma ma io non posso emarginarlo da tutto e da tutti,questo non è giusto o forse non sono le maestre giuste per lui, credo che a breve lo iscrivero' ad una scuola privata ovvero adatta per i suoi comportamenti ,ma io no so' che fare perche' anche li' c'è il problema che la sua dottoressa non voleva per adesso "etichettarmelo" perche' visto i progressi che ha fatto di continuare con la scuola pubblica ma non vedo aiuti ,al mondo della scuola chiederei piu' comprensione e umanita' che forse qui al sud manca moltissimo ,anche da parte delle maestre .

Info su

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Dalla rete..

Un chiarimento sulla polemica relativa allo screening sul disagio psicologico dei bambini migranti a Milano:

MIGRANTI. Nessun screening psichiatrico per i bambini Vita - 22 aprile 2009

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