BOLOGNA - Andare nelle scuole a parlare di sindrome da iperattività, di disturbi dell'attenzione e del farmaco Ritalin, non è reato. Ma le autorità scolastiche devono vigilare affinché, qualora vengano organizzati incontri di questo tipo, non si tratti di iniziative estemporanee ma sia sempre presente almeno un esperto qualificato, medico di una struttura pubblica. Si chiude dunque con una "bacchettata" all'Ufficio scolastico provinciale e a quello regionale l'indagine della Procura di Bologna sul "caso Ritalin" e sugli incontri organizzati in alcune scuole bolognesi dall'associazione Agap (Amici di Paolo) e da Monica Pavan. A far emergere la vicenda fu, nel febbraio di quest'anno, l'associazione "Giù le mani dai bambini", accusando Agap di pubblicizzare il farmaco nelle scuole e di consigliare ai genitori strade alternative per averlo. Ora il pm Luigi Persico, sul cui tavolo era aperto un fascicolo di atti non costituenti reato, ha chiesto l'archiviazione (per "insussistenza di qualsiasi reato") ma nel farlo non tralascia di mandare un messaggio chiaro alle autorità scolastiche. A maggior ragione oggi, quando manca poco all'apertura del nuovo anno scolastico.
E' al termine di una "doverosa verifica", fatta dai Carabinieri dei Nas, che il pm Persico arriva alla conclusione di "assolvere" l'associazione Agap e la numero uno Pavan, accusata da "Giù le mani dai bambini" anche di spacciarsi per psicologa. Alcuni incontri (pochi) si sono effettivamente svolti in alcune scuole elementari di Bologna, ma non è stato riscontrato nessun abuso, né prescrizioni illecite di farmaci. E anche le accuse a Monica Pavan sono risultate infondate: "Non risulta aver compiuto alcun atto tipico della professione di psicologa", né che "si sia avocata tale qualifica".
A dare l'allarme sugli incontri con i genitori nelle scuole di Bologna era stato Luca Poma, portavoce di "Giù le mani dai bambini". Si sarebbe trattato, aveva denunciato l'associazione, di riunioni in cui Agap incontrava i genitori per trattare le problematiche della "Adhd" (Attention
deficit hyperactivity disorder), che nei bambini può provocare iperattività e deficit di attenzione, e sulla possibilità di curarli con il farmaco Ritalin. Secondo "Giù le mani dai bambini", però, Agap si spingeva oltre, consigliando ai genitori dove rivolgersi per procurarsi più facilmente le medicine. Per la Procura non si tratta di reati, ma quello che più importa al pm Persico è che i Nas abbiano accertato, in Emilia-Romagna, una gestione molto rigida del ricorso ai farmaci per questa rara malattia.
Se per l'Adhd, studiata in Italia fin dai primi anni Novanta, esiste un protocollo specifico emanato nel 2007 dall'Istituto superiore della sanità, in Emilia-Romagna il Consiglio regionale ha votato anche una risoluzione, nel febbraio di quest'anno, proprio per invitare a maggiori controlli. E, come ha spiegato ai Nas il direttore dell'unità operativa di Neuropsichiatria e Psicologia dell'ospedale Maggiore di Bologna, Giancarlo Rigon, le procedure diagnostiche sono molto complesse. E in ogni caso, tutte le prescrizioni di farmaci (oltre al Ritalin c'è anche un altro medicinale denominato Stratera) vengono immediatamente trasmesse all'Istituto superiore di sanità che tiene un apposito registro nazionale, in cui sono riportati tutti i casi di bambini affetti da Adhd e curati con farmaci sulla base di un motivato piano terapeutico. E su qusto piano terapeutico la struttura sanitaria che ha in cura il bambino ha obbligo di controllo ogni sei mesi.
Dopo una serie di approfondite verifiche, i Nas hanno ritenuto che nella vicenda in esame non siano stati commessi "abusi" né vi siano state "illecite prescrizioni di farmaci", sospetto avanzato dall'associazione "Giù le mani dai bambini". Il pm Persico, dunque, ha ora chiesto l'archiviazione del fascicolo (che non aveva indagati e non ipotizzava reati), anche sulla scorta della "tranquillizzante constatazione" che sia gli organi sanitari controllati da Roma (l'Istituto superiore della sanità) sia quelli regionali hanno approfondito e stanno approfondendo la tematica del ricorso ai farmaci per questa malattia. In conclusione, è quanto importa alla Procura, in Emilia-Romagna ci sono procedure serie per diagnosticare questa malattia e rigidi meccanismi di controllo per quanto riguarda i farmaci.
Vicenda risolta, dunque, anche se da piazza Trento Trieste mandano un messaggio all'Usp e all'Usr, inoltrando loro la richiesta di archiviazione. Va bene l'autonomia scolastica, fa notare il pm Persico nell'atto, ma in vista dell'apertura del nuovo anno scolastico, è bene che gli istituti siano avvertiti che a qualsiasi iniziativa organizzata sull'argomento dovrà essere invitato un esperto qualificato, medico di una struttura pubblica. Sono argomenti delicati e tecnici, in cui è bene stare strettamente ancorati ai dati scientifici, sostiene la Procura, per non rischiare di divulgare idee sbagliate nel pubblico. Questo senza nulla togliere all'attività di associazioni, come Agap, create dopo vicende personali dolorose, che si adoperano per sostenere i familiari di persone affette da malattie rare. E' un'attività perfettamente lecita, secondo la Procura, purché sia fatta con spirito critico e senso di responsabilità, e alla vigile presenza di qualificati esponenti della sanità pubblica.
1 settembre 2008
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